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CARN’ A SCISCIELL’ Piatto tipico della tradizione pasquale, a base di agnello lessato o fritto e finocchi selvatici bolliti, amalgamati insieme ad uova strapazzate e formaggio. AGNELLO AL FORNO CON FINOCCHIETTI SELVATICI Piatto tipico della tradizione pasquale. La carne di agnello viene cotta al forno insieme ai finocchi selvatici e al formaggio. CARNE CON CARDI E UOVA Preparazione pasquale. Piatto a base di carne di agnello cucinata al forno, mescolata a cardi e uova strapazzate. CARN’ ARRAIANAT’ (Carne mollicata) Carne mollicata cucinata sui carboni del focolare. Durante la cottura si mettevano i carboni anche sul coperchio della teglia in modo da rosolare anche la parte superiore della pietanza. CAPUZZ’ Testa dell’agnello o del capretto cotta al forno. Solitamente si accompagna con patate cotte anch’esse al forno. GNUMM-RIEDD’ Involtini preparati con interiora di agnello (in dialetto DIND’), polmone, cuore e fegato avvolti con l’intestino dello steso animale. Solitamente venivano cotti all’interno delle macellerie nei f-rniédd’. Così scrive Carlo Levi: “delle budelle faceva gnemurielli, arrotolando con gomitoli di filo attorno ad un pezzo di fegato o di grasso e una foglia di alloro, e mettendole ad abbrustolire sulla fiamma, infilate ad uno spiedo. L’odore si spandeva…annunciatore di una barbara delizia”. Letteralmente la parola significa piccolo gomitolo e fa riferimento alla tecnica della sua confezione. CIALLEDD’ Piatto della cucina povera grottolese. La preparazione consiste nel friggere la cipolla e aggiungere pomodoro, basilico, acqua, sale, pane raffermo bollito e un uovo strapazzato per ogni persona. CIALLEDD’ A CRUD’ Pane raffermo bagnato all’acqua con aggiunta di pomodoro, origano e olio. CIAMBOTT’ Piatto della cucina povera. Rappresenta la peperonata alla grottolese. Si prepara con peperoni, melanzane, cipolla, sedano, pomodoro e uova. PATAN’ ARRAIANAT’ (Patate molliate) Patate molliate cotte sui carboni del focolare. Durante la cottura si mettevano i carboni anche sul coperchio della teglia in modo da rosolare anche la parte superiore della pietanza. PATAN’ D’ FOR’ Patate lesse con peperoni o pomodori secchi. I più ricchi vi aggiungevano anche il baccalà. Chiamate d’ for’ perché solitamente rappresentavano il pasto di quanti si recavano nei campi a lavorare. M-LGNAM’ A FUNG-TIEDD’ Melanzane cucinate a piccoli pezzi con olio, aglio, prezzemolo. ANNUGGGHJ Salsiccia preparata con le carni delle parti più grasse del maiale e con guanciale (a volte vengono usate anche le interiora) amalgamate con polvere di peperoncino, aglio, prezzemolo e semi di finocchio. Solitamente veniva essiccata nella canna fumaria del caminetto. A ‘NCANTARAT’ Cotiche, orecchie, muso, coda, piedi del maiale conservate in salamoia. Le estremità del maiale si mettevano a strati nelle Capasedd’ (recipienti di terracotta) o Cantaro alternate con sale grosso. Si consumavano per fare il sugo o venivano cucinati insieme alle verdure, solitamente le cicorie. Il termine deriva proprio dalla parola Cantaro, che è il vaso dove veniva conservata la carne. LAMBASCIUN’ CR-SCIUT’ Cipolline selvatiche di sapore amarognolo. La preparazione di questo piatto prevede di lessare le cipolline, passarle con il passatutto e impastarle insieme a farina, uova, formaggio, salciccia, lievito e uvetta passa. Quest’ultimo ingrediente serve per attenuare il sapore amarognolo dei lampascioni. Dall’impasto ottenuto, che si lascia lievitare (da qui il termine cr-sciut’) per varie ore, si ricavano delle palline che vanno fritte in olio bollente. PANE COTTO E RAPE Piatto contadino. La preparazione è molto semplice. Si devono far lessare le rape in acqua bollente e si unisce del pane raffermo a pezzetti che va condito poi con un filo di olio extra vergine di oliva. A’ N-ZOGN’(STUTTO) Grasso del maiale che si utilizza per conservare la salsiccia. FAF’ E C-CUER’ FAF’ A CRET’ Tipico piatto invernale, a base di fave, cotte in un recipiente di terracotta solitamente nel focolare. N-ZALAT’ D’ MARANG-L’ CH L’ P-PARUL S-CCAT’ ALIJJ SFRITT’ Oliva nere dolci fritte. ALIJJ S-CCAT’ Oliva nere dolci essiccate al sole. Vengono consumate durante la stagione invernale. ALIJJ A L’ACQU’ Olive conservate in acqua e sale. ALIJJ A CALC’ CIALLEDD’ MARTAT’ SAGN-TIEDD’ Sangue di pollo ma anche di agnello, vitello o pecora, lessato e poi fritto con alloro, aglio e peperoncino. Il sangue degli animali si poteva anche acquistare in macelleria in scodelline di terracotta. SUFFRITT’ D’AGNELL’ Si preparava con interiora di agnello, fritte con cipolla, alloro e peperoncino piccante. SUFFRITT’ D’ PUORCH O CUAMPANAL’ Si preparava con interiora di maiale, fritte con cipolla, alloro e peperoncino piccante. Solitamente si preparava in concomitanza dell’uccisione del maiale e si era soliti dividere la pietanza con il vicinato. QUTTURIEDD’ Carne di pecora cotta nel paiolo mista a verdure. PÈTT-L’ Frittella tradizionale natalizia, non dolce.
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