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La Basilicata è una terra talmente ricca di tradizioni culinarie che offre molto dal punto di vista enogastronomico La cucina grottolese è una cucina povera, semplice e genuina, legata ai prodotti della terra, facile da trovare in ogni casa, lontana dalle sofisticate elaborazioni della cucina moderna. Basti pensare che nella preparazione dei piatti è contemplato il solo uso dell'olio di oliva, mentre il burro è usato come formaggio (burrini e manteche). Nonostante le similitudini con alcuni piatti dei paesi limitrofi, l'originalità della cucina grottolese sta nella capacità di trarre sapori dalle cose più semplici, di miscelare le spezie esaltando anche i piatti più poveri. Le verdure spesso vengono gustate come primo piatto, da sole o accompagnate da legumi o pasta, ad esempio: fave e cicorie, finocchietti selvatici con l’agnello, pasta e finocchietti, ecc.. I legumi, i cereali, gli ortaggi e le erbe aromatiche sono la base di piatti dal gusto deciso e nel contempo armonico. Possiamo affermare che la pasta, tradizionalmente lavorata a mano con sola farina di grano duro, sale e acqua, sia un'invenzione lucana. Orazio, poeta latino nato a Venosa nel 65 a. C., nella VI Satira raccontava di tornare al borgo natio per mangiare la zuppa “lucana”, ceci e porri, secondo gli studiosi di gastronomia il primo riferimento scritto alla pasta. A Grottole, di pasta fatta in casa c'è solo l'imbarazzo della scelta: r-cchjtédd’, cavatiédd’, sagn-tédd’, ecc.. I formaggi costituiscono un motivo ricorrente sulle tavole grottolesi, tutti di ottima qualità, soprattutto quelli ricavati da latte di pecora e di capra. Non da meno le altre varietà di formaggio, lavorate ancora con i metodi tradizionali: ricotta, burrata, mozzarelle, scamorza, manteca, varie provole, caciocavallo e cacioricotta. Altra invenzione gastronomica lucana è la salsiccia, già nota nell'antica Roma e il cui sapore fu cantato da Apicio, Cicerone, Marziale e Varrone. A Grottole se ne produce di qualità pregiata e può essere consumata fresca o stagionata o addirittura conservata sotto olio. Le soppressate, salsicce di carne di maiale tagliata con la punta del coltello, seccate e poi conservate sotto olio extra vergine di oliva, sono un ottimo esempio dell'accurata produzione. Le carni tradizionalmente utilizzate sono quelle di agnello, capretto, maiale e da ricordare anche la pecora per il tanto rinomato “cutturidd”, pecora in umido, piatto di antica tradizione pastorale che viene preparato in un recipiente di terracotta come vuole la tradizione o in pentoloni di alluminio pesante.Le carni vengono preparate, in umido, alla brace o al forno. La preparazione in umido richiede una notevole abilità del cuoco nel dosaggio degli ingredienti e nel capire quando la pietanza è pronta per essere servita. Il ragù di carne, condimento ideale per molti tipi di pasta viene preparato utilizzando tre diversi tipi di carne: agnello, maiale e capretto che dopo rosolatura vengono cotti nel sugo di pomodoro. Ciò che se ne ricava a fine cottura è un piatto davvero prelibato. Il pane è ancora oggi la base di una buona tavola grottolese. Se ne producono molte varietà, tutte a base di farina di grano duro, lievito, sale e acqua, che vengono cotte nei forni a legna esistenti. La caratteristica di questo pane è il colore giallo dorato e il sapore fragrante che si conserva anche alcuni giorni dopo la preparazione. Molto usati i piatti unici a base di pane raffermo, pomodoro, basilico, cipolla, olio, sale, e uova strapazzate “Ciallédd'”, pane cotto. Da annoverare le numerose focacce ripiene (focaccia con cipolla; calzone con salsiccia, uova sode e formaggio fresco; focaccia con bietole e salsiccia, ecc.) che solitamente inebriano di profumo l’aria nei giorni di festa. Il peperoncino, il cui uso è molto diffuso, è sempre adoperato nella giusta misura in modo da risultare gradevole anche a chi non ama il cibo troppo gustoso. Altra particolarità è costituita dai lampagioni, una varietà di cipolletta selvatica dal gusto particolare, che si consumano da soli, in combinazione con altri piatti o per fare delle particolari frittelle “lambasciun’ cr-sciut’”. I dolci della tradizione grottolese si ottengono con ingredienti semplici e grazie ad accostamenti arditi, basti pensare ai “qualz-nciédd’”, calzoni ripieni di marmellata o di crema di ceci miscelata con cannella, chiodi di garofano, succo d’arancia o anice e zucchero. Molto gustose anche le scrippelle (Scr-pprdd’), e i p-rc-dduzz' specialità preparata per il carnevale. Pettole , olive all’acqua , calce La coltura dell'olivo a Grottole costituisce una tradizione storica, ma anche una pratica che ha influito non poco sull'economia e sulla gastronomia. L'olivo è qui coltivato sin dai tempi della Magna Grecia e l'olio che si ricava dalla premitura delle olive lucane è sempre stato di ottima qualità. Poco commercializzato al di fuori della regione perché prevalentemente prodotto per autoconsumo, l'olio grottolese presenta delle caratteristiche organolettiche uniche, perché i terreni su cui è praticata la coltura hanno la composizione mineralogica più adatta e le piante sono selezionate tra le specie che magari non hanno rese particolarmente eccezionali, ma garantiscono la migliore qualità dell'olio. Grottole appartiene ad una della tre principali aree di produzione lucana di olio, precisamente alla Bassa Collina Materana. La varietà di olivo più diffusa è la “maiatica di Ferrandina”, dalla quale si ricava un ottimo olio, ma anche delle ottime olive da tavola. A Grottole i frantoi in cui vengono pressate le olive, sono per la maggior parte dotati di apparecchiature modernissime che, al contrario delle tradizionali, garantiscono la massima resa e soprattutto la migliore qualità dell'olio. Naturalmente parliamo di olio extra vergine di oliva, filtrato o non filtrato, ottenuto dalla primissima premitura a freddo, meccanica delle olive, e di olio vergine di oliva, ottenuto con la sola pressione meccanica. In ultimo vale la pena di ricordare che l'olio di qualità più alta è quello ottenuto tra novembre e dicembre dalle olive di prima raccolta. A Grottole, nessun pasto che si rispetti può fare a meno di una buona bottiglia di vino, e qui, le qualità prodotte sono varie e anche di pregio. Vanno annoverati i vitigni di primitivo, malvasia, moscato d’amburgo – francese, bianco e nero. Il vino e’ ottenuto da uve miste.
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