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La storia della famiglia Gaetano è legata a quella della città di Gaeta. La famiglia ebbe in dono il feudo di Gaeta da Papa San Gregorio II Savelli e tale donazione fu poi confermata dall’Imperatore Lotario I. Pertanto, è probabile che il cognome Gaetano sia stato adottato da questa famiglia proprio per il dominio assunto sulla città di Gaeta. I Gaetano governarono questa città con il titolo di Yapata e poi con quello di Duca. Nel 1416, la famiglia fu ricevuta nell’ordine dei Cavalieri di Malta, insignita del Grandado di Spagna e degli Ordini equestri di Santo Stefano, del Toson d’Oro, di San Gennaro e di quello della Santissima Annunziata. Personaggio simbolo di questa famiglia è sicuramente Benedetto Gaetano, figlio di Roffredo I e di Emilia Patrasso, contessa di Guercino. Nato ad Anagni, Benedetto dopo la morte del padre fu destinato alla carriera ecclesiastica. Fu cappellano, notaio e legato pontificio in Francia ed Inghilterra, cardinale e anche papa con il nome di Bonifacio VIII. Un altro importante personaggio della famiglia Gaetano è Roffredo III, pronipote di Bonifacio VIII, nato nel 1270 da Pietro e da Giacoma da Ceccano. Con il matrimonio avvenuto tra Roffredo III Gaetano e Giovanna Dell’Aquila, i Gaetano assunsero il cognome Dell’Aquila aggiungendolo al proprio ed unendo, inoltre, i due stemmi familiari. Morta Giovanna Dell’Aquila nel 1314, Roffredo III passò a nuove nozze con Caterina Della Ratta. L’estensione completa del cognome fu raggiunta poi quando Onorato II Gaetano fu premiato da re Ferdinando I D’Aragona con un Real Privilegio ed annoverato nella Casa Reale. Da quel momento, i Gaetano furono annoverati tra i membri della famiglia D’Aragona ed ebbero il privilegio di aggiungere quel cognome al proprio e d’inquartare il proprio stemma con il loro. Onorato III è il primo feudatario appartenente alla famiglia Gaetano che il feudo di Grottole abbia avuto. Egli era figlio di Pietro Bernardino e di Costanza Orsini, nonché nipote dell’illustre Onorato II e di Francesca di Capua e successe nella discendenza di casa Gaetano al posto di suo padre. Diventò feudatario di Grottole il 21 dicembre 1506 e le sue intenzioni erano quelle di favorire l’ingresso dei frati di San Domenico in questo nuovo feudo e di dare loro ospitalità. Per questo motivo si fece donare dai sacerdoti grottolesi, in data 19 marzo 1508, l’allora chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, trasferendo il clero nella chiesa dei Santi Luca e Giuliano. Onorato donò la chiesa di Santa Maria Maggiore ai frati di San Domenico, cominciò la costruzione del convento, situato nella piazza antistante l’entrata della chiesa, e lo fornì di dote. La traslazione della sede parrocchiale effettuata da Onorato sarà, nel corso dei secoli, causa di numerosissime contese che vedranno protagonisti il clero ed i Domenicani di Grottole, ma che avranno ripercussioni anche sui frati cappuccini, sui feudatari, sull’università e sugli incolpevoli cittadini grottolesi. La terra di Grottole, in data 11 giugno 1512, a causa dei molti impegni di carattere politico e militare che prendevano il feudatario, fu ceduta da Onorato III a sua moglie Lucrezia D’Aragona per 12.000 ducati. Tra i suoi figli, importanti, nella successione avvenuta sul feudo di Grottole, furono Federico Gaetano Dell’Aquila D’Aragona, signore di Grottole per breve periodo e Ferdinando Gaetano Dell’Aquila D’Aragona. Nicola Dell’Aquila D’Aragona, invece, si ricorda perché il suo nome è riportato per ben due volte nei registri dei battesimi dell’archivio parrocchiale di Grottole. La famiglia Gaetano Dell'Aquila D'Aragona diresse la Terra di Grottole per ben 42 anni
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