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Il convento dei Frati Predicatori o Domenicani, costruito a partire dal XVI sec., fu realizzato a ridosso della Chiesa di Santa Maria Maggior  Nel donare ad Onorato III Gaetano il feudo di Grottole, il Re Cattolico Ferdinando D’Aragona gli fece obbligo di concorrere alla fondazione di un Convento per i Frati di San Domenico. La forzata concessione della Chiesa di Santa Maria Maggiore, che Onorato pretese dal Clero, fu causa di litigi fra il Clero ed i Frati Domenicani, controversie che si protrassero fino alla soppressione del Convento, avvenuta nel 1809. Detta chiesa venne donata ai frati di San Domenico e la costruzione del Convento fu subito avviata. La fabbrica fu effettuata con l’aiuto dei nobili, dei devoti e della stessa Università di Grottole, che con il sindaco Gautilio Gentile, si obbligò, nel 1511, a completare i lavori. Con l’aiuto morale e materiale dei nobili del Paese e dell’Università, il Convento ebbe un incremento che destava invidia. Negli anni il patrimonio acquisito tra case, cantine e possedimenti di terreni era davvero notevole. Anche nella Difesa di Altogianni, dove era situata la Cappella di San Donato, i frati possedevano un orto molto ben curato. Il Convento poteva ospitare, di norma, fino ad una ventina di frati. Aveva un chiostro, la sala refezione, le celle per i frati, un frantoio, una cantina, un mulino, una biblioteca, la cucina, delle stanze adibite a deposito ed una porta d’accesso alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. Numerose dispute nacquero nel tempo tra il Clero ed i Domenicani. Il convento è servito anche come centro culturale ed a riprova di ciò bisogna annoverare la figura di Angelo Nuzza (m. 1669), valente predicatore ed apprezzato docente che tenne per una decina d’anni una scuola di teologia.Fu soppresso nel 1809 per volere di Gioacchino Napoleone re di Napoli ed i beni passarono al Regio Demanio. L’intero Convento fu acquistato, nel 1812, dal ricco Matteo Antenore fu Tommaso, mentre la chiesa di Santa Maria Maggiore fu donata dal Demanio al clero secolare. Oggi una parte del convento è adibito a casa canonica, mentre la restante parte è abitata o comunque è proprietà di privati cittadini.
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