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La chiesa di San Nicola era situata al centro dell’abitato del paese, oggi antico borgo medievale. Essa era posta in largo Carlo Cecere, di fronte all'antico palazzo della famiglia De Querquis, eredidato, in seguito, dai Pellicciari e, infine, dai De Gemmis di Gravina di Puglia (BA). La chiesa, eretta a devozione dei De Querquis, era amministrata da un sacerdote indicato dalla stessa famiglia e veniva utilizzata per officiare tutte le cerimonie familiari e quelle dei loro parenti più stretti. La Chiesa era di Jus patronato e presentava un tetto a volta, un pavimento con mattonelle disegnate a colori, due ingressi, un altare con richiami barocchi e una nicchia che custodiva una statua di San Nicola, in pietra lavorata di gran pregio, ritenuta dal popola miracolosa. Sopra il portale d'accesso principale è visibile ancora, un gradevole rosone. La Chiesa, dice lo storico Andreucci, possedeva un oliveto in contrada Cupone e terreni in altre contrade del territorio grottolese. Fino alla metà dell’Ottocento, il giorno 8 maggio, si solennizzava una festa intorno al tempio. Il Clero celebrava messe quotidianamente. L’edificio è sconsacrato da molto tempo e agli inizi del ‘900 una parte era tenuta da Luigi Corleto, che l’aveva adibita a bottega, l’altra parte era posseduta da Emilio Manicone, che l’adibì a Chiesa Evangelica. Oggi non rimane che un edificio chiuso ed abbandonato. La tradizione popolare vuole che la statua del Santo, considerata molto miracolosa, sia stata murata in una delle nicchie della chiesa, dove dovrebbe trovarsi ancora oggi. |