|
Altojanni, promontorio del territorio di Grottole posto tra il Santuario di Sant'Antonio Abate e “Castel Crotula”, detto "Quastdduzz’", a circa tredici chilometri dal centro urbano. Si estende tra la valle del Bradano, a nord, e quella del torrente Bilioso, a sud, fino alla sommità del colle che conserva i resti di una torre con un’area circoscritta da un recinto in muratura. Essa si erge maestosa, a 479 metri di altitudine, dominante le due vallate che impedivano qualsiasi attacco di sorpresa ed assicurava un’ottima difesa. Vi era inoltre una Cappella detta di San Donato officiata dai Padri Domenicani. L’origine di Altojanni si perde nella notte dei tempi, se ne parla sin dall’849. Altojanni subì la successione feudale del tempo e sparisce dalla scena della vita nel 1500, lasciando quasi nel buio la sua distruzione. Lo storico Andreucci dice, tra l’altro, che il borgo fu sotto il Principato longobardo di Salerno, dei Saraceni, degli Angioini, degli Aragonesi e di altri popoli che crearono disperazione e silenzi. Fu feudo sottoposto alla giurisdizione di vari feudatari. Fu sotto il Castaldo di Acerenza, dei Zurlo, degli Orsini, del Principe di Taranto e del Contado di Montepeloso (oggi Irsina). Subì numerosi saccheggi e spesso fu arrossato di sangue. Fu assoggettato da Guglielmo Braccio di Ferro, da Ruggiero il normanno, dal dominio di Giovanni D’Angiò e dal regno di Giovanna II. Nel 1320 questo piccolo ritaglio di terra accoglieva un piccolo borgo, di circa centocinquanta anime dedite alla vita contadina, ormai distrutto e seppellito dal tempo. E’ l’unico dato che si ha sulla popolazione. Lo storico Pasquale Simone scrisse che gli abitanti di Altojanni furono decimati dalla carestia e dalla peste del 1655-56 e da un terremoto susseguente. I superstiti si trasferirono a Grottole. Ora, invece, lo possiamo considerare un luogo fascinoso, di silenzio e solitudine, dove è possibile ammirare un suggestivo palcoscenico con un ampio ventaglio di grotte rupestri di incomparabile bellezza ed apprezzare quant’altro costituiva l’aspetto antico col vitale agglomerato residenziale. Nell’area di Altojanni, lungo i pendii tra le selvagge sterpaglie, sono ancora visibili bellezze calcate dall’uomo e contraffatte dal tempo: fosse sepolcrali, granai con una tipologia ricchissima, resti di antiche case e stalle, resti di muri perimetrali, mattoni e tegole di vario taglio e qualità, ed anche la presenza anonima di tombaroli che hanno creato un effetto archeologico devastante. Questo è tutto quello che rimane di quest’area naturalmente ed archeologicamente delicata, dove un tempo i rintocchi del campanile scandivano l’esistenza della vita. |