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Il turista, il visitatore, il curioso che attraversa la collina materna seguendo il percorso dell’Appia Antica, alla ricerca dei tesori d’arte e di paesaggio, trasportato dai propri sensi, non può restare impassibile di fronte al paese ed al territorio di Grottole.Il centro urbano, con il suo castello, le sue chiese, i suoi palazzi e le sue viuzze, invita il turista ad impegnare tutti e cinque i suoi sensi per tuffarsi nella realtà grottolese.Il territorio rurale, tra i più estesi dei comuni della provincia di Matera, contiene altresì importanti emergenze di carattere ambientale e paesaggistico, oltre a frammenti di storia e cultura dei popoli che nei secoli hanno qui abitato, dando dignità e volere ad ogni angolo del territorio. Qui l’archeologia sposa la natura ed il borgo antico, il maniero, i luoghi di culto e le dimore nobiliari completano un simposio di rara bellezza.Il turista che cerca le particolarità dell’ambiente rurale trova a Grottole una terra fertile per i suoi interessi.L’augurio è che questa guida possa contribuire a far aumentare la valorizzazione delle attrattive presenti, promuovendo turisticamente l’ambiente rurale. Il materiale culturale qui raccolto offre una sintesi pregiata delle notizie storico-artistiche, culturali ed enogastronomiche, utili a condurre il turista in un emozionante viaggio “sensoriale” all’interno dell’itinerario proposto. il Sindaco Angelo De Vito
Tra il Bradano e Basento, sulle dolci colline Lucane, tesori d’arte, luoghi secolari, capolavori sconosciuti e tradizioni antiche aspettano di essere scoperti.Grottole, una nuova frontiera del turismo nel cuore di un Sud che non ha ancora mostrato la forza del suo patrimonio d’arte e di cultura.Paese dimenticato per lungo tempo, senza voce, senza immagine, gioiello sconosciuto, non lontano da Matera, che offre a tutti le chiavi del suo prezioso tesoro.Una nuova meta per scoprire cultura, tradizione, grande arte.Paese antico, adagiato su di un’isola rocciosa, che domina spazi immensi.Qui le case non dilagano nel paesaggio, non invadono i campi. I borghi sono ancora uniti, compatti in cima alle rupi.La campagna è laggiù, separata, immutata, è un angolo della meravigliosa Italia di una volta che conserva un equilibrio ormai raro tra la città degli uomini e la natura.Sulla sommità del paese, intorno al Castello, resta il quartiere antico, una densa acropoli di case semplici, di piccoli palazzotti, di strade lastricate troppo strette per le auto.Scale, vicoli, archi eretti per gente che andava a piedi, per muli, asini e cavalli.Sopravvivono le tracce di un tempo nelle sue stradine in salita, nelle forme delle case ad un piano dette “jrutt’”, che conservano ancora forma ed armonia del passato.Da ogni parte lo sguardo si perde tra panorami spettacolari di tetti e profili di montagne lontane, di campi, di boschi ed intorno, l’armonia del silenzio.Le tradizioni contadine sono ancora il cuore della cultura di questo paese, separato da valli e campi coltivati da millenni.Tradizioni secolari, abilità tecniche, mestieri che diventano arte.L’arte a Grottole si nasconde, concede il piacere della scoperta, della conquista. Basta aprire le chiese, i palazzi nobiliari, l’antico castello e si scoprono tesori di epoche e origini diverse, gioielli straordinari. Tania Marino Enza Lacetera Mariagrazia Timpone
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